domenica 22 aprile 2012

I MUSEI nella RETE MULTIMEDIA E SOCIAL NETWORK

LE PAGELLE ALL' ARTE SICILIANA

di Paola Nicita 

tratto da: La Repubblica - Palermo, 18 aprile 2012

I beni culturali on line della Sicilia navigano a vista: dai grandi siti archeologici ai musei più piccoli, tutti da osservare, conoscere, scoprire insieme al modo stesso di essere presentati in quel mare magno che è la Rete. La cultura nell' era della telematica fa il suo ingresso dalla porta principale, e le possibilità sono davvero di grande rilievo: una full immersion attraverso il piccolo schermo del nostro computer conduce alla finestra globale, e dunque per comprendere la situazione dei musei siciliani on line, ecco il volume "La visibilit@ sul web del patrimonio culturale siciliano - Criticità e prospettive attraverso un survey on - line" di Elisa Bonacini (Giuseppe Maimone Editore, pagine 308, 20 euro). Dai tanti musei analizzati sulla base della loro "bacheca" (presenza su Internet, offerta multimediale, ling sui social network) emergono molte curiositàe una sorta di pagella sulla capacità di promuoversi sul web: si va dal museo del Papiro di Siracusa - ampia visibilità on line ma poca attenzionea dati di fruizione come orari e costi dei biglietti - passando per il Museo etnoantropologico di Sorrentini a Patti, nato per volontà degli abitanti del piccolo centro messinese, che ha un sito web semplice ed elegante ma con poca visibilità. Ancora, nel categoria "Musei misti on line" troviamo il Museo della lava e dei vulcani (MuLa il suo acronimo) di Viagrande, Catania, accessibile anche in inglese, un centro scientifico di primo livello sull' educazione al vulcanesimo e all' astronomia, che offre straordinari percorsi scientifici tridimensionali, con le immagini nel suo cinema 3D, proiettati in fulldome, ovvero sulla superficie curva di una cupola. Altri dati riguardano invece luoghi più celebri, come il Parco della Valle dei Templi di Agrigento, il cui sito web è accessibile in inglese e francese e permette di scaricare brochure in russo, giapponese, tedesco, spagnolo e cinese, ricco di immagini: il portale si presenta come una via di mezzo tra uno showcase e una guida, mentre si nota la mancanza di newslettere presenza sui social network. Il museo archeologico Salinas, invece, il cui sito è stato realizzato nel 2003 in base ad una progettazione realizzata dal museoe dall' Istituto di ricerche economiche e sociali, appare superato ed esclusivamente in italiano: l' autrice auspica che insieme al restauro attualmente in corso, motivo per cui il museo è chiuso, si ponga mano anche alla parte on line del Salinas. Altro fiore all' occhiello dei musei cittadini è Palazzo Abatellis: sito in italiano e inglese, con vari corredi fotografici, ma anche qui è sottolineata la mancanza di contenuti multimediali coinvolgenti per i fruitori. La Cappella Palatina e Palazzo dei Normanni sono accessibili in cinque lingue, schede descrittive, slide show: ma anche qui vengono bacchettati i responsabili del sito per la scarsa capacità comunicativa e l' assenza di collegamenti ai social network. Con survey on-line si intende una modalità di verifica dei dati attraverso la somministrazione di questionari a campione: il web come agorà contemporanea risulta un "luogo" fisicamente non esistente, ma assolutamente attendibile, vera e propria cartina al tornasole di una fruizione vera, concreta, diretta. Se il web ha una vita tutto sommato recente - le prime "prove" tra utenti risalgono ai primi anni Novanta-i tempi più recenti ci dicono dei passaggi che conducono dal Web 1.0 - quello del modello one-to-many - al Web 3.0, ovvero il web semantico, passaggio importante che conduce ad un' organizzazione della conoscenza basata sul riconoscimento dei concetti e non più delle sole parole, fino al web 4.0, grande piattaforma in grado di ospitare spazi virtuali e tridimensionali e multi - users, in cui gli utenti possono agire e interagire.A queste modifiche, si sono più recentemente aggiunte le piattaforme dei social network come Facebook, Twitter, mentre i contenuti vengono segnati con "tags", ovvero "etichettati" secondo una categorizzazione che, vedremo, nel caso della ricerca dei contenuti si rivela strumento importante per il raggiungimento immediato dell' oggetto - soggetto del nostro interesse. Questa breve digressione "tecnica" è necessaria per comprendere le modalità della ricerca applicata ai beni culturali, e dunque alla comprensione del sistema di ricerca applicato dagli utenti che si affacciano alla finestra telematica per sapere quali siano i musei della nostra Isola, dove siano dislocati, quali tesori custodiscano. Non solo: spesso un viaggio o una visita in un determinato luogo sono pianificati dagli utenti - users proprio in relazione ad una pregressa visita virtuale in rete. Nel volume l' autrice analizza la qualità della comunicazione on line del patrimonio culturale siciliano, attraverso un survey condotto su 14 portali (tra quelli a tema turistico, culturale, museale, istituzionale) e con un personale censimento che coinvolge 442 siti di interesse culturale: la scoperta è la carenza di «forme avanzate della gestione imprenditoriale e manageriale del sistema culturale dei musei siciliani». La seconda parte del libro è dedicata a singole schede dedicate ai musei della Sicilia, che insieme al la scheda "cartacea" propone un accesso differente ai contenuti, da leggersi attraverso una guida multimediale accessibile direttamente con il proprio smartphone tramite appositi Qr codes (Quick responses codes, Codice di pronta risposta, formato da un codice a barre racchiuso all' interno di un quadrato nero, ndr); il volume diventa così un medium cartaceo - multimediale, unendo fruizioni differenti dei dati disponibili. Al di là di una evidente difficoltà di pianificazione globale e della messa a sistema del patrimonio museale, oltre che dei singoli musei, il libro rappresenta l' occasione per scoprire le tante realtà museali siciliane, e le improvvise rivalse dei piccoli musei, o di alcuni straordinari musei virtuali, cioè che solamente in rete esistono rivendicando prepotentemente spazio e visibilità. Si scopre così che il museo di Gesso, dedicato alla cultura e musica popolare dei Peloritani, è piccolo ma di grande visibilità, e oltre a custodire una importante collezione di strumenti e oggetti, restituisce in maniera digitale e multimediale le originali caratteristiche del museo fisico. Nella sezione "Video feste", si trova una vera e propria videoteca on line fruibile, in quella cd-events, una rassegna di cd e videocassette acquistabili su ordinazione. Del castello di Sperlinga, nell' Ennese, abbiamo notizie in inglese e francese: un menu ricco di macrosezioni, sito ricco e multimedialmente attivo, ma ancora poco collegato alle reti più ampie. Ancora da scoprire e valorizzare, il Paese Museo Villapriolo e il Treno Museo dell' arte mineraria a Villarosa, in provincia di Enna, con gallerie fotografiche e visite virtuali, ma i cui contatti e visibilità sono ancora da incentivare; il Museo Jalari a Barcellona Pozzo di Gotto, dedicato al contadino analfabeta Filippo Bentivegna, artista outsider, ha un sito che presta grande attenzione all' aspetto didattico, una certa attenzione ai contenuti ma anche qui è sollecitato un più completo contatto coni maggiori portali culturali e turistici. Esiste solo in rete, invece, il Museo Elettrico virtuale "La luce" di Nino Vadalà, elettricista messinese che a questo progetto ha dedicato il tempo della pensione, proponendo immagini, video e raccolte di ogni materiale elettrico, sezioni dedicate alla bibliografia, cataloghi e libri, e ancora interruttori, fusibili, prese, voltometri. Il sito possiede un traslator in nove lingue (compresi giapponese, catalano, cinese) e un servizio di ranking statistics per valutare la visibilità del sito web. La collezione vera, invece, è stata donata da Nino Vadalà ad un luogo concreto. Quale? Il Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell' Università di Padova; da ammirare on line, naturalmente.

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