venerdì 18 settembre 2015

Divulgare con sapienza

Saper comunicare è un'arte, ci spiega la blogger Francesca Pontani 

A proposito della capacità di comunicare, che si tratti di professionisti museali o di specialisti che cercano di fare divulgazione, purtroppo c’è ancora poca consapevolezza di quanto sia importante conoscere i modi e gli strumenti più indicati per rapportarsi con il pubblico non specialista.

L’archeologa e blogger Francesca Pontani ha scritto un bellissimo articolo sul suo blog ArcheoTime, News di Archeologiaa seguito del Festival degli Etruschi. I pirati della bellezza*. Mi è gradito riportare qui alcuni stralci, invitandovi a leggere integralmente l’articolo.

Scrive Francesca:

«L’ho trovato molto evocativo (il titolo della manifestazione) e già da solo ti faceva viaggiare con la mente e l’immaginazione. Ma accanto a tutto questo enorme sforzo di creare una manifestazione apripista e volano anche economico per tutta la provincia, ci sono state una serie di occasioni perse da parte degli attori chiamati in campo in questa “partita”»

«…ma negli eventi pubblici mostriamo il meglio di noi e soprattutto proviamo a COMUNICARE, a TRASMETTERE IL VALORE di quello di cui stiamo parlando: museo/area archeologica/scavo archeologico, ecc. ecc.».

«Basterebbe essere più sicuri di se stessi e COMUNICATIVI per acquistare automaticamente autorevolezza. Anche perché si può essere professionali, precisi e “scientifici” ma anche divulgativi allo stesso tempo».

«Le slide: anche questo un capitolo a parte… pure queste (nella maggior parte) accademiche e “noiose” …tranne un caso in cui per mostrare i luoghi di cui si parlava ci si è rivolti a chi con la fotografia cerca di comunicare emozioni e viaggi interiori… (e ci riesce sempre davvero…) ecco: perché in occasione di questa manifestazione i vari relatori non hanno cercato di trovare immagini più accattivanti??…boh (…mistero…)».

«Si perché tu CI DOVEVI INVITARE A VENIRE a trovarti lì dove tu stai, ci dovevi coinvolgere, CI DOVEVI FAR VENIR VOGLIA DI VENIRE DI CORSA (dico: DI C-O-R-S-A) a vedere il tuo museo/area archeologica/reperto archeologico di cui stavi parlando … e invece no, solo (o quasi) analisi dettagliate con linguaggio tecnico».

«ESSERE COMUNICATIVI È UN’ARTE E UN TALENTO, su questo mi rendo conto: è un lavoro vero e proprio che a volte dobbiamo fare su noi stessi… però uno sforzo a calibrare e “adattare” le proprie (solite) didascaliche relazioni andava fatto, questa volta ne valeva la pena davvero…».

Riguardo, poi, i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni che hanno patrocinato l’evento, scrive Francesca:

«Dico solo una frase: ma dove stavano?? Non hanno alcun interesse a dare valore a chi (a titolo gratuito) va lì a fare “pubblicità” alle bellezze storiche/archeologiche/naturalistiche del loro territorio comunale? Io non li ho visti per nulla: non hanno questi comuni degli assessori alla cultura? Qualcuno che si occupa del museo che è presente nel loro territorio?»

Non posso non essere d’accordo con Francesca Pontani. Troppo spesso le Istituzioni locali si preoccupano più del fatto che i propri musei sono un fardello da sostenere piuttosto che pensare ad essi come ad un una opportunità da sfruttare, iniziando proprio, tra le varie priorità, da una valida strategia comunicativa che faccia dei musei il miglior biglietto da visita soprattutto dei piccoli centri. Non ci si può meravigliare, poi, che quando i musei sono lasciati abbandonati a se stessi, dopo un iniziale entusiasmo ed investimento economico (magari in concomitanza con qualche campagna elettorale), subiscano l’inevitabile destino di scomparire.

La comunicazione, dunque, è un gioco di squadra, un’arte – come ha ben scritto Francesca – ed è fatta di strategie sapienti che vanno oltre le “adunate” sul web, e che prendono in considerazione tutti gli strumenti a nostra disposizione, da quelli moderni, digitali e non, a quelli tradizionali, combinandoli insieme, sotto forma di racconto, di dialogo, di compartecipazione, senza trascurare alcuno e cercando di raggiungere tutti, dal bambino delle elementari all’ottantenne che non possiede né tablet né pc. 


* Manifestazione che si è svolta nei giorni 11-13 settembre a Viterbo, da un progetto degli ideatori di Caffeina Cultura. Qui il programma.

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