giovedì 11 dicembre 2014

Due musei romani ricchi di storia: il fascino dei musei "piccoli"


Ho avuto il piacere di visitare, a poca distanza di tempo l’uno dall’altro, due piccoli musei di Roma, poco conosciuti al grande pubblico: il Museo della Radio Vaticana e il Parco Museo Ferroviario dell’Atac.
Il primo è ubicato all’interno del Vaticano ed è dedicato non solo alla storia della Radio Vaticana ma, più in generale, ai progressi della tecnica della radiocomunicazione, conservando al suo interno preziose apparecchiature e strumenti originali, alcuni di grande rarità. L’edificio in cui si trova il museo è la Palazzina Marconi che è la prima sede storica della Radio Vaticana, inaugurata il 12 febbraio 1931. Vi si conserva ancora il microfono utilizzato da Pio XI per la prima trasmissione radio, avvenuta alla presenza dello stesso Guglielmo Marconi! Nel sito del museo è possibile effettuare una “visita virtuale” attraverso un video che descrive molto bene il museo, la sua storia e i suoi contenuti. Sono centinaia i materiali conservati anche nei magazzini e altrettanto vasta è la documentazione che fa parte della collezione museale. Un dettagliato catalogo di tutti gli oggetti è a disposizione del pubblico nel sito del museo. Al momento il museo è visitabile solo per appuntamento telefonando al numero 06-69883995 oppure inviando una e-mail a museo_rv@vaticanradio.org.
Foto tratta dal sito http://www.radio54.altervista.org/articoli_rvaticana.html
Il Parco Museo Ferroviario dell’Atac è un'esposizione permanente di locomotori e tram storici tutti restaurati nel rispetto dei materiali e dei colori originali. Rappresentano la storia del trasporto pubblico di Roma degli ultimi cento anni, comprendendo non solo gli itinerari urbani ma anche quelli extra-urbani che conducevano al mare, ai Castelli Romani, a Fiuggi e a Viterbo. E’ stato emozionante salire sulla “Carrozza del Cinema”, lo storico 404 che collegava Termini a Cinecittà,  su cui salirono i grandi nomi del cinema italiano del passato, ma anche sul locomotore ECD 21, il “treno della Tuscia” del 1931, che conduceva a Viterbo, forse l’unico percorso superstite tra i tanti che, mi auguro, che sopravviva e che possibilmente sia valorizzato anche dal punto di vista turistico proprio per il suo valore storico. Il Parco Museo Ferroviario conserva ancora anche la vecchia biglietteria storica che veniva utilizzata durante il periodo estivo, quando tutti i romani si recavano al mare con il treno per il Lido. Qualcuno ricorderà il film “Domenica d’Agosto” di Luciano Emmer, del 1950: in questo film si possono vedere alcune scene riprese proprio alla stazione Roma Lido con l’”assalto” dei gitanti alla biglietteria e al treno! Il trailer originale del film riporta alcune di quelle scene.
Il museo si trova proprio all’interno della stazione, a pochissima distanza dalla Piramide Cestia ma anche da altre mete turistiche importanti della Capitale, come il Museo della Liberazione di Porta San Paolo e il Museo Montemartini. Il Parco Museo Ferroviario possiede anche un Archivio Storico, posto sotto tutela della Sovrintendenza. L’ingresso è libero e le visite si possono effettuare dal lunedì al giovedì, dalle 9:00 alle 16:00, il venerdì dalle 9:00 alle 13:00. Per informazioni e per prenotare una visita guidata (consigliabile!) è possibile contattare la segreteria ai numeri  06/46958207 - 06/46957974 , oppure inviare un fax allo 06/46958136 o una e mail all'indirizzo polo.museale@atac.roma.it
Immagine tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_museo_ferroviario_Met.Ro_Roma_Porta_San_Paolo
Ciò che più mi ha colpito di questi due piccoli musei – piccoli solo nelle dimensioni ma non nella sostanza – è non soltanto la ricchezza e l’importanza delle collezioni da essi conservate, davvero straordinarie, ma soprattutto la passione e l’entusiasmo di chi li cura: in particolare Stefano Sparro, responsabile supporto tecnico presso la Radio Vaticana, e Caterina Isabella, divisione servizi per la mobilità, Nuovi Servizi - Polo Museale dell’Atac. Entrambi, insieme ai rispettivi staff dei due musei, stanno lavorando per valorizzarli; impresa non facile in una grande città come Roma dove l’offerta turistica e culturale è estremamente ampia e diversificata. Eppure posso assicurare che queste realtà “minori” sono in grado di offrire un’esperienza indimenticabile, molto diversa da quella che ci può dare una grande struttura museale. Per questo motivo vi invito a visitarli e a farli conoscere! Quasi un obbligo per i Romani, una bella opportunità per chi è di passaggio nella città eterna.
Ringrazio Maurizio Pellegrini, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale, Responsabile del Laboratorio Didattica e Promozione visuale, che ha cortesemente accettato il mio invito a prendere parte alle due visite qui descritte.

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