martedì 22 marzo 2016

Dal Museo del Bardo il coraggio di combattere contro terrorismo e oscurantismo

Foto Britaly Post
Mentre in queste ore dobbiamo ancora una volta piangere le vittime di un nuovo, gravissimo attentato in Belgio che ci ricorda che la lotta contro il terrorismo è sempre aperta e che non si potrà abbassare la guardia ancora per molti anni, solo pochi giorni fa, in Tunisia, è avvenuta la commemorazione della strage al Museo Nazionale del Bardo, accaduta lo scorso anno, il 18 marzo 2015. In quella circostanza la reazione fu immediata e dopo appena due settimane il museo aveva già riaperto le sue porte, cercando di raccogliere tutte le forze possibili per superare la paura e ricominciare. Forse per questo oggi il Bardo è diventato un simbolo della lotta contro il terrorismo e il radicalismo religioso. Quel giorno di marzo l'attacco fu terrificante: due terroristi entrarono nel museo e iniziarono la caccia ai turisti. Alcuni dei visitatori che erano nelle sale riuscirono a nascondersi, altri no: rimasero uccisi in ventidue. La Tunisia non è stata risparmiata dagli attacchi terroristici; ne ha sofferto e ne soffre ancora, perché la sua economia si basa in buona parte sul settore del turismo. Il Museo Nazionale del Bardo è una vera istituzione, un punto di riferimento per la cultura tunisina e, nonostante il calo del numero di visitatori, non si è voluto spegnere. Forse perché questo museo è una testimonianza della storia multiculturale della Tunisia, dato che conserva ed espone opere pagane, cristiane, islamiche e anche giudaiche, e questo rende l'identità del museo veramente unica. La Tunisia è un paese con una naturale vocazione alla mediazione, posta al crocevia di culture e religioni, tra Africa, Medio Oriente ed Europa. Così, nonostante gli attacchi terroristici al Bardo e, qualche mese più tardi, quelli sulla spiaggia di Sousse, si è voluta mantenere viva l'idea di una cultura libera contro l'oscurantismo religioso, facendo proprio del Museo Nazionale del Bardo un baluardo contro ogni forma di radicalizzazione. Durante tutto l'anno nel museo si susseguono molti eventi artistici e culturali su questo tema. Invece di essere indebolita, la convinzione che la vera cultura può trionfare sull'estremismo è stata invece rafforzata. Fino ad oggi sono state numerose anche le visite da parte di politici e personalità della cultura provenienti da tutto il mondo. Un'associazione tunisina ha realizzato un mosaico murale che rappresenta le 22 persone cadute sotto i colpi dei kalashnikov dei terroristi.
Il museo porta ancora i segni della strage, con le tracce dei proiettili sui muri, ma la vita, e con essa la lotta contro il male, continuano.

Foto: Repubblica.it



Fonte: RTL (Cécile De Sèze)

Nessun commento :

Posta un commento

Grazie per aver commentato questo post.