giovedì 2 febbraio 2012

Una lettera aperta al direttore del Museo che non punta al sociale

di Jim Richardson

tratto dal blog di MuseumNext  il sito dedicato alla grande conferenza europea sui social e digital media nel settore dei musei (Barcelona on May 23 - 25 2012).

‘Io non sono su Facebook e non credo che dovremmo sprecare tempo e denaro per questo genere di cose’, questo era il messaggio di un direttore di museo al termine di una mia presentazione su come le loro istituzioni dovrebbero usare i social media.
Avevo già sentito prima questo genere di commenti, e spesso ricevo email da persone che lavorano in musei con direttori o manager che hanno una simile mentalità, qualcuno cioè che non capisce il potere dei social media.
Per tutti coloro che lavorano nei musei che pensano che i social media non sono importanti per il nostro settore, ecco u elenco dei motivi per cui si sbagliano.
1. Solo perché non sei su Facebook non significa che i tuoi visitatori non ci siano, per esempio la ricerca mostra come nel Regno Unito il 79% delle persone sono attive sui siti web di social media. L’unico modo per sapere se Facebook, Twitter, YouTube o anche il tuo sito web sono importanti per il tuo pubblico è quello di chiederglielo.
2. Se si perde un po di tempo a guardare questi siti, si scopre che la gente sta parlando proprio del tuo museo. Ignorando questi spazi di social media, ignori i pareri del pubblico locale, la possibilità di reagire e migliorare in base ai loro pensieri.
3. I Social Media possono essere un ottimo strumento di marketing. Sappiamo che il TATE fa una ampia pubblicità, e Facebook è la seconda più grande fonte di traffico per il loro sito web. E’ anche più economico di una campagna pubblicitaria nella metropolitana di Londra.
4. Il Social Media non dovrebbero essere solo visti come uno strumento di marketing. Questi siti e servizi web hanno il potenziale per aiutare i musei in diversi modi, compresa la ricerca, raccolta fondi, co-creazione di contenuti ed educazione.
5. I siti di Social media come Facebook e Twitter creano delle comunità intorno a marchi, interessi e luoghi. Questa può essere una piattaforma molto potente attraverso la quale il museo coinvolge la sua comunità.
6. Molti professionisti museali usano Twitter; questa piattaforma di social media offre l’opportunità di connettersi con gli altri professionisti del settore, dando la possibilità, inoltre, di scoprire ciò che le altre istituzioni stanno facendo.
7. I social media offrono anche alla più piccola istituzione l’opportunità di lavorare con altri operatori del settore per aumentare la visibilità dei musei e promuovere ciò che offriamo. Cerca # temidicultura per scoprire che cosa la comunità dei musei sta facendo sui social media questo mese.
8. I social media consentono di portare il pubblico dietro le quinte, collegando i membri del pubblico con gli appassionati esperti che lavorano nel vostro istituto. Nel settembre 2011 un evento chiamato “Chiedi a un Curatore” ha generato oltre 10.000 messaggi su Twitter, la maggioranza di coloro che hanno posto delle domande ha detto che intendevano visitare le istituzioni che avevano avuto il tempo di rispondere alle loro domande.
9. innumerevoli musei e gallerie d’arte stanno facendo uso di questi siti web di grande effetto; chiedi ai tuoi colleghi come i social media stanno cambiando il modo in cui lavorano oppure osserva il modo in cui stanno usando Twitter, Facebook, YouTube e Flickr.
10. Basta provare i social media, non ci vuole molto per farlo, e molto probabilmente troverai che la vibrante comunità di nicchia presente su questi siti ti sarà di ispirazione.

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