martedì 21 febbraio 2012

Nuova sezione dedicata alle tesi su www.piccolimusei.com

Il sito web dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei (www.piccolimusei.com) ha in preparazione una sezione dedicata alle tesi universitarie, di laurea (triennale e magistrale) di specializzazione, di dottorato e di master. Se hai scritto una tesi su temi relativi ai piccoli musei, ai musei degli enti locali o, più nello specifico, sul museo come espressione culturale del territorio, sul museo come leva di sviluppo economico e di crescita di un territorio, o altri argomenti che riguardino questi aspetti della museologia o della “museconomia”, soprattutto in relazione ai piccoli musei, ora puoi inviarcela. E’ possibile inoltrare anche una sintesi della tesi o una parte di essa. Costruiremo così uno spazio dove saranno raccolte e condivise trattazioni scientifiche e ricerche sperimentali su questi temi, preferibilmente inedite, e dove gli autori avranno l’occasione di far conoscere il proprio lavoro. Coloro che fossero interessati possono contattare Caterina Pisu all'indirizzo di posta elettronica caterinapisu@alice.it, specificando nome e cognome, università presso cui è stata discussa la tesi, data e nome del relatore. E' richiesto preventivamente l'invio di un abstract. 

2 commenti :

  1. Le faccio i miei più sinceri complimenti per la Sua attività. Trovo il Suo blog e tutti i Suoi articoli su ArcheoNews davvero molto interessanti. Sono una studentessa del corso di laurea magistrale in Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo dell'Università Cattolica di Milano. Attualmente sto raccogliendo del materiale per la tesi di laurea che vorrei scrivere, una sorta di indagine sulla situazione economica-finanziaria dei musei d'arte contemporanea italiani e così, navigando sul web, ho avuto modo di conoscere il Suo blog.
    All'Università seguo con attenzione le lezioni del Professor Di Corato, direttore della Fondazione Musei Senesi, che con il suo insegnamento in Management dei Musei e dei servizi museali offre nuove prospettive e spunti di riflessione per un rinnovamento del sistema gestionale dei musei italiani. Mi trovo d'accordo con Cristiana Collu quando su La Repubblica afferma che il museo dev'essere "un'officina viva" non un "mostrificio" e condivido con Lei l'esigenza di una riforma fiscale volta ad incentivare il coinvolgimento dei privati nei finanziamenti alla cultura. Sono conscia del fatto che una volta laureata sarà un'ardua impresa trovare un'occupazione nel settore, soprattutto ora che la capacità di assorbimento è ridotta a zero dalla crisi economica. Detto ciò, non mi sono comunque sembrate corrette le parole di Antonio Paolucci, che in un'intervista ha dichiarato "tanti ragazzi vorrebbero fare il mio mestiere ma oggi non c'è nessuna possibilità purtroppo. Hanno ingannato una generazione intera con queste facoltà di Beni Culturali o fatto credere che il mondo del patrimonio fosse una mirabolante promessa di posti di lavoro, di fruttuosità economica ma non era vero niente. Queste lauree servono ad andare a fare i pizzaioli o le baby sitter: questo è quello che i laureati in queste discipline fanno."
    Io rimango comunque fiduciosa e speranzosa e credo che un domani, superata questa fase di recessione, l'Italia trovi una nuova via di sviluppo sostenibile che affondi le proprie radici in primis nella cultura.
    Le rinnovo ancora i miei complimenti,
    Chiara Zilioli

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  2. Gentile Chiara, la ringrazio di cuore per le sue gentili parole di apprezzamento che sono per me di grande incoraggiamento soprattutto perchè vengono da una giovane studiosa che dimostra di avere intelligenza, volontà ma anche senso di concretezza. Nella mia esperienza nell'ambito della formazione post-universitaria, tante volte ho dovuto porre i giovani laureati di fronte alla realtà delle cose, una realtà che purtroppo non ha quasi mai risparmiato chi ha scelto le facoltà umanistiche. Io mi chiedo se il futuro dell'umanità potrà essere affidato soltanto alla tecnologia o all'informatica, dato che ormai, se non cambierà questo stato di cose, senza che avvenga alcun ricambio generazionale, saranno sempre di meno i giovani che investiranno il loro futuro nella cultura con la C maiuscola. Eppure, effettivamente il nostro patrimonio culturale avrebbe potuto offrire occasione anche di occupazione per tanti giovani, soprattutto a livello locale, ma questa, come lei ha ben rilevato, si è rivelata, invece, una pura illusione, una trappola in cui siamo finiti in tanti.
    Concordo con lei sul fatto che non dobbiamo perdere la speranza. Come ho avuto modo di scrivere in uno dei miei ultimi articoli pubblicati su ArcheNews, la recessione potrà portare anche dei cambiamenti positivi. Non dobbiamo scoraggiarci, dobbiamo cercare di essere propositivi, di trovare nuove strategie, nuove strade per uscire da una situazione di stallo cui siamo stati condotti da una cattiva politica senza bandiera e dagli interessi particolari. Grazie ancora per l'attenzione con cui segue la mia attività giornalistica. Le porgo i miei più cordiali saluti.
    Caterina Pisu

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